Stabilizzazione dei precari: la giurisdizione è del G.O. anche in caso di impugnazione del provvedimento di esclusione dalla graduatoria

images?q=tbn:ANd9GcT3EqyDqx11od4rg8DCeuXnzyfTGqC4soJkmstOVe9mjetV3iX3Nella giurisdizione amministrativa non resta ricompresa la fattispecie dell’inserimento in apposita graduatoria, in base a criteri fissi e prestabiliti, di tutti coloro che siano in possesso di determinati requisiti, e che aspirano alla stabilizzazione, essendo la stessa ricompresa nella giurisdizione del giudice ordinario (in termini, Cons. Stato, Sez. V, 26 novembre 2008, n. 5844, T.A.R. Sicilia-Catania, Sez. II, 21 dicembre 2010 n. 4796)), a nulla rilevando l’eventualità che l’instaurazione del rapporto di lavoro rimanga subordinato al superamento di prove finalizzate all’accertamento della professionalità richiesta per il posto da coprire.

“Considerato, infatti, che nel nuovo riparto della giurisdizione delineato dall’art. 63 del D. L.vo n. 165/2001 sono state devolute alla cognizione del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle Pubbliche Amministrazioni (salvo quelle relative alle procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti nonchè quelle concernenti il personale in regime di diritto pubblico), incluse le controversie concernenti le assunzioni al lavoro, gli incarichi dirigenziali e le indennità di fine rapporto, anche se vengono in questione atti presupposti che, qualora siano rilevanti, vanno disapplicati se illegittimi;

Considerato in particolare che secondo la giurisprudenza costante delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la giurisdizione amministrativa contemplata dall’art. 63, comma 4, del D. Lgs. 165/2001 è limitata alle procedure che iniziano con l’emanazione di un bando e sono caratterizzate dalla valutazione comparativa dei candidati con compilazione di una graduatoria la cui approvazione, individuando i vincitori, rappresenta l’atto terminale del procedimento e che detta giurisdizione amministrativa non riguarda invece le controversie circa l’inserimento degli aspiranti in graduatorie ad utilizzazione soltanto eventuale, nelle quali il privato fa valere il suo diritto al lavoro costituzionalmente garantito, chiedendone la realizzazione ad una pubblica amministrazione dotata di potere di accertamento( ex multis, Cass. SU, 20 giugno 2007, n. 14290);

Ritenuto che anche di recente le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con ordinanza n. 19552 del 15.9.2010 hanno avuto modo di riaffermare che deve ritenersi devoluta alla giurisdizione del giudice ordinario la controversia avente ad oggetto atti di gestione e di organizzazione del personale di una P.A., adottati successivamente al 30 giugno 1998, emanati dagli organi preposti alla gestione nell’esercizio dei poteri direttivi che competono al datore di lavoro, con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 5, comma 2, i quali incidano sulle situazioni giuridiche soggettive dei dipendenti dell’ente, non potendo attribuirsi rilievo, al fine di escluderla, alla discrezionalità delle valutazioni spettanti alla P.A. e all’attinenza degli atti all’organizzazione;

Ritenuto, in altre parole, che in tale ambito rientrano le procedure di selezione volte alla stabilizzazione – che non hanno natura di procedure concorsuali-, il cui petitum sostanziale da parte dei soggetti interessati si atteggia a diritto soggettivo alla partecipazione a tali procedure e, attraverso queste, all’assunzione a tempo indeterminato”.

T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. II, sentenza breve 16 maggio 2011, n. 1261

Avv. Santi Delia

Vigili del Fuoco discontinui

Il Giudice del Lavoro chiarisce che anche i Volontari dei Vigili del Fuoco hanno lo status di lavoratore subordinato a tempo determinato e che, come tale, “non è riconducibile ad un’attività di volontariato in senso proprio, che ha tra i suoi connotati essenziali e indefettibili la gratuità delle prestazioni”. “Sulla natura subordinata delle prestazioni del personale volontario“, secondo il Tribunale di Savona, “non possono esservi apprezzabili margini di dubbio“.

In ragione di ciò, ove sussistono i presupposti di legge, anche ai volontari può essere riconosciuto il diritto ad ottenere il risarcimento dei danni previsti dall’art. 36 del T.U. sul pubblico impiego.

In particolare si dovrà verificare se le chiamate in servizio durante l’anno siano state in effetti determinate da “particolari necessità” e, quindi, da “esigenze contingenti ed imprevedibili” o se, in realtà, tali chiamate siano dovute al fine di “ovviare a carenze di personale o comunque ad esigenze ordinarie e stabili del Comando” di appartenenza.

Trib. Savona, Sez. Lavoro, Dott.ssa Caterina Baisi, 22 dicembre 2010-25 febbraio 2011, n. 531/10