Giudizio di ottemperanza: il termine di 120 giorni si applica anche in caso di condanna “mista” ma va rispettato con riguardo al momento del passaggio in decisione

Il ricorrente vantava un credito liquido ed esigibile derivante dal dispositivo di una sentenza di condanna nei confronti di un’Amministrazione alle spese giudiziali. Oltre a tale somma, l’Amministrazione doveva altresì provvedere ad emettere un provvedimento riguardante l’acquisizione al patrimonio comunale del bene espropriato illegittimamente.

Quest’ultima, come è noto, pur potendo pagare (ed eseguire) immediatamente dopo la notifica del titolo esecutivo (munito di formula) e, perchè no, anche innanzi a qualsiasi atto di messa in mora del creditore, fruisce dei benefici del termine dilatorio di centoventi giorni di cui all’art. 14 del DL 669/1996.

La questione giuridica sottoposta al T.A.R. Catania è di importanza fondamentale per le scelte strategiche di molti creditori: attendere i 120 giorni dopo la notifica del titolo esecutivo prima di iniziare l’ottemperanza innanzi al G.A. o depositare immediatamente il ricorso badando solo al passaggio in giudicato del titolo (e, quindi, dopo tale momento) e spostando al passaggio in decisione della causa la verifica del decorso dei 120 giorni?

Anzitutto viene risolta la questio sulle condanne miste, ad un facere e al pagamento di somme.

Secondo il T.A.R., infatti, “la disposizione di cui si tratta (rispetto dello spatium di 120 giorni) risulta applicabile nel caso di specie, in quanto la sentenza in epigrafe contiene anche la condanna del Comune alla rifusione, in favore del ricorrente, delle spese di lite”.

Tuttavia non sussiste alcuna improcedibilità.

Secondo il T.A.R. pur se “il ricorso è stato notificato all’Amministrazione in data 11 dicembre 2012, cioè prima del decorso del termine di cui all’art. 14 decreto legge n. 669/1996, modificato dall’articolo 147, primo comma, lettera a), legge n. 388/2000 e dall’articolo 44, terzo comma, lettera a), decreto legge n. 269/2003, come modificato, in sede di conversione, dalla legge n. 326/2003 (le Amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure per l’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l’obbligo di pagamento di somme di danaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo…; prima di tale termine il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica di atto di precetto…).

Tuttavia, come affermato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana nella sentenza n. 725/2012 e da questo stesso Tribunale (cfr., per tutte, la sentenza n. 1249/2013), nel caso in cui la notifica del ricorso in ottemperanza sia intervenuta nella pendenza del termine di cui si è detto, il ricorso stesso risulta improcedibile sino alla scadenza del termine medesimo.
Nel caso in esame la causa è stata trattenuta in decisione dopo il decorso di tale termine, con la conseguenza che la menzionata condizione di improcedibilità è ormai venuta meno.

Secondo il T.A.R. Catania, quindi, l’improcedibilità dell’azione di ottemperanza non va vagliata con riguardo alla data di deposito del ricorso ma va posticipata al momento del passaggio in decisione.

Strategicamente, ove tale orientamento si consolidasse, stante il fatto che la camera di consiglio per la trattazione della domanda deve avvenire decorsi almeno 60 giorni dall’ultima notifica (art. 87, comma  3), il creditore può serenamente notificare il ricorso dopo 45 giorni dalla notifica del titolo giacchè è veramente arduo immaginare che i 120 giorni non siano già decorsi al momento del passaggio in decisione.

T.A.R. Catania, Sez. II, 29 ottobre 2013, n. 2600

Avv. Santi Delia

Giudizio di ottemperanza: il termine di 120 giorni si applica anche in caso di condanna “mista” ma va rispettato con riguardo al momento del passaggio in decisioneultima modifica: 2013-10-30T10:45:33+01:00da avvsantidelia
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