Numero chiuso all’Università: ecco le decisioni del T.A.R. di cui tutti parlano

0923_numero-chiuso-page-001.jpgFine del numero chiuso (Il Messaggero riportando l’UDU). Crepe nel muro del numero chiuso (Italia Oggi). Numero chiuso a rischio (Repubblica).

Per tutti questi titoloni deve essere successo qualcosa di veramente importante nella lotta per il diritto allo studio.

Il T.A.R. Lazio, con diverse ordinanze cautelari rese tra dicembre e gennaio, ha ammesso decine di studenti ai corsi di laurea di Medicina e Odontoiatra evidenziando come l’attuale sistema di selezione rischia di non premiare i migliori studenti in virtù della non ancora attuata graduatoria unica nazionale.

La scelta degli ammessi risulta dominata in buona misura dal caso”, a dirlo era stato il Consiglio di Stato, sezione VI, con l’ordinanza depositata il 18 giugno 2012. Oggi tale tesi è ripresa dal T.A.R. Lazio.

Sempre sui ricorsi degli stessi legali Santi Delia e Michele Bonetti che continuano a collezionare giurisprudenza innovativa sulla materia.

Qualche tempo fa, evidenziando le novità delle norme volute dal Ministro Gelmini, scrivevamo sul Foro Amministrativo che “i numeri del corrente anno accademico (era il 2010/2011), dimostrano effettivamente come esistano casi di obiettiva e poco contestabile discriminazione tra i vari candidati a seconda della sede prescelta. A Milano Statale, senza scorrimenti applicati e, dunque, in sede di prima stesura della graduatoria, l’ultimo punteggio utile ai fini dell’ammissione era di 48,75. All’Università del Molise, al 75° e ultimo degli ammessi, bastarono 38,25, punti gli stessi del candidato collocato alla posizione 1050 del citato Ateneo di Milano Statale ove i posti a concorso erano 340”.

 

Oggi anche il T.A.R. Lazio è dalla parte degli studenti e rompe una delle più importanti barriere del diritto allo studio.

Secondo la Sezione III del T.A.R. Lazio “premesso che – in applicazione dei principi generali in materia di effetti delle pronunce del giudice amministrativo – l’annullamento di un atto del procedimento determina, in via di illegittimità derivata, l’annullamento del provvedimento finale e implica i consueti effetti (caducatorio, ripristinatorio e conformativo), con la conseguenza che, in relazione alla fase del procedimento colpita, si determinano, da un lato, i soggetti interessati al mantenimento dell’atto, cioè i controinteressati e, dall’altro, i concreti effetti dell’annullamento; per esemplificare, nella fattispecie all’esame, a termini di stretto diritto, ove fosse accolto il primo motivo (con il quale si deduce l’illegittimità della previsione di graduatorie locali (cioè relative a gruppi di università) in luogo di un’unica graduatoria nazionale, l’effetto dell’annullamento sarebbe quello della caducazione di tutte le graduatorie locali con obbligo dell’amministrazione di redigere un’unica graduatoria nazionale (con l’ulteriore necessità che tutti i soggetti inseriti nelle graduatorie locali annullate riformulino le proprie opzioni sulla base di una nuova disciplina che consideri il diverso ambito dell’unica graduatoria) e di redistribuire i candidati (sulla base delle rinnovate opzioni) tra le università italiane“.

Proprio in ragione del fatto che “nel caso di formulazione di un’unica graduatoria nazionale non è possibile affermare né se parte ricorrente si sarebbe collocata utilmente né, in caso affermativo, presso quale università italiana”, il T.A.R. ritenendo fondato “il motivo relativo alla mancata graduazione dei candidati a livello nazionale presenti, alla luce della ordinanza n. 3541 del 18 giugno 2012 del Consiglio di Stato, che ha ritenuto non manifestamente infondata la relativa questione di costituzionalità”, ha ammesso i ricorrenti agli studi in attesa della pronuncia della Consulta.

T.A.R. Lazio, Sez. III, ord. 21 dicembre 2012, n. 4736

Avv. Santi Delia

Numero chiuso all’Università: ecco le decisioni del T.A.R. di cui tutti parlanoultima modifica: 2013-02-03T15:52:30+01:00da avvsantidelia
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