La pubblicità per gli avvocati: solo pochi giorni e gli Ordini dovranno adeguarsi ai nuovi principi previsti dalla Legge

afp105597900806084445_big.jpg

13 agosto 2012. Entro tale data gli Ordini dovranno adeguarsi ai nuovi principi di legge.

L’anno passato, prima della riforma nostrana, così tuonava la C.G.E. “l’art. 24, n. 1, della direttiva 2006/123 deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale la quale vieti totalmente agli esercenti una professione regolamentata di effettuare atti di promozione commerciale diretta e ad personam dei propri servizi”.

Ci eravamo chiesti cosa cambierà, a questo punto, nel nostro sistema?

Si arriverà agli assurdi trash americani (foto sopra) o non cambierà nulla…almeno nel breve periodo? Potrebbe essere questa proposta da chi scrive in questo video l’idea di pubblicità a cui il D.P.R. sembra riferirsi?

Complice la crisi è cambiato tutto. Così il comma 5 dell’art. 3 del Decreto 13 agosto 2011, n. 138, con il quale si stabilisce che entro un anno le professioni vadano riformate, per recepire, tra l’altro, il seguente principio:

“5. Fermo restando l’esame di Stato di cui all’art. 33 comma 5 della Costituzione per l’accesso alle professioni regolamentate, gli ordinamenti professionali devono garantire che l’esercizio dell’attivita’ risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralita’ di offerta che garantisca l’effettiva possibilita’ di scelta degli utenti nell’ambito della piu’ ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i seguenti principi:

a) l’accesso alla professione e’ libero e il suo esercizio e’ fondato e ordinato sull’autonomia e sull’indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista. La limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate ad esercitare una certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica, e’ consentita unicamente laddove essa risponda a ragioni di interesse pubblico e non introduca una discriminazione diretta o indiretta basata sulla nazionalita’ o, in caso di esercizio dell’attivita’ in forma societaria, della sede legale della societa’ professionale;

g) la pubblicita’ informativa, con ogni mezzo, avente ad oggetto l’attivita’ professionale, le specializzazioni ed i titoli professionali posseduti, la struttura dello studio ed i compensi delle prestazioni, e’ libera. Le informazioni devono essere trasparenti, veritiere, corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli, denigratorie.
6. Fermo quanto previsto dal comma 5 per le professioni, l’accesso alle attivita’ economiche e il loro esercizio si basano sul principio di liberta’ di impresa.
7. Le disposizioni vigenti che regolano l’accesso e l’esercizio delle attivita’ economiche devono garantire il principio di liberta’ di impresa e di garanzia della concorrenza. Le disposizioni relative all’introduzione di restrizioni all’accesso e all’esercizio delle attivita’ economiche devono essere oggetto di interpretazione restrittiva”.

Come sopra chiarito sarà consentito indicare i prezzi delle prestazioni offerte. Sarà questa, almeno a mio parere, la vera decisiva novità che cambierà il volto della nostra professione.

Qualche settimana fa, in consiglio dei Ministri, è stato approvato in via preliminare lo schema di Regolamento da adottare ai sensi del citato art. 3, comma 5, del Decreto Legge n. 138 del 2011 in materia di professioni regolamentate.

Dal comunicato del Consiglio dei Ministri apprendiamo che “lo schema di decreto contiene misure volte a garantire l’effettivo svolgimento dell’attività formativa durante il tirocinio e il suo adeguamento costante all’esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione e quindi l’interesse dell’utenza.

È prevista l’obbligatorietà della formazione continua permanente. La violazione di questi obblighi è sanzionata disciplinarmente. È stabilita inoltre l’obbligatorietà dell’assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, della quale deve essere data notizia al cliente.
La funzione disciplinare è affidata ad organi diversi da quelli aventi funzioni amministrative; allo scopo è prevista l’incompatibilità della carica di consigliere dell’Ordine territoriale o di consigliere nazionale con quella di membro dei consigli di disciplina territoriali e nazionali corrispondenti”.
La pubblicità informativa è consentita con ogni mezzo e può anche avere ad oggetto, oltre all’attività professionale esercitata, i titoli e le specializzazioni del professionista, l’organizzazione dello studio ed i compensi praticati

Entro il 13 agosto 2012 gli Ordini dovranno adeguarsi a tali principi e, v’è da scommettarci, ne vedremo delle belle.

Comunicato del C.D.M. 15 giugno 2012

D.P.C.M., 13 agosto 2011, n. 136

Avv. Santi Delia

La pubblicità per gli avvocati: solo pochi giorni e gli Ordini dovranno adeguarsi ai nuovi principi previsti dalla Leggeultima modifica: 2012-08-07T16:05:00+02:00da avvsantidelia
Reposta per primo quest’articolo

2 Comments

  1. Era ora!
    Il servizio prestato dagli avvocati in Italia è, nella miglire delle ipotesi, oscuro e poco trasparente.
    Sembra di recarsi da un Gran Maestro di qualche Loggia.
    Ora, forse, ci sarà un po’ di trasparenza e, forse, concorrenza e quondi vantaggio per i cittadini.
    A quando i Notai ?

Lascia un commento