Ricorso collettivo: un ipotesi di ammissibilità

images?q=tbn:ANd9GcQ2BBTN7_tey4WRREc_u7Y31feePFPeTJAuAE9RolAqNv27p0bJOQDurante un pubblico concorso la Commissione aveva annullato alcune domande della prova somministrata. Alcuni candidati esclusi dal novero degli ammessi avevano agito innanzi al T.A.R. proponendo un ricorso collettivo.

Secondo l’Avvocatura erariale tale ricorso collettivo sarebbe inammissibile, “poiché solo alcuni dei ricorrenti (considerando l’esito delle domande annullate nel corso della prova) si troverebbero in posizione utile di graduatoria per la chiamata, e non sempre per il corso dagli stessi privilegiato: si registrerebbe una disomogeneità di interessi nell’ambito dei esponenti, per il conflitto che si sviluppa tra chi è avvantaggiato dal mantenimento della prova e chi trae esclusivo beneficio dal suo annullamento“.

Secondo il T.A.R. Brescia, “l’eccezione è priva di fondamento”. Ecco perchè.

 

Per costante giurisprudenza la proposizione contestuale di una pluralità di azioni da parte di più soggetti, contro uno stesso atto o più atti collegati, è soggetta a presupposti di segno sia negativo sia positivo: i primi sono rappresentati dall’assenza di una situazione di conflittualità di interessi, anche solo potenziale, per effetto della quale l’accoglimento della domanda di una parte dei ricorrenti sarebbe logicamente incompatibile con quella degli altri; i presupposti di segno positivo consistono, invece, nell’identità delle posizioni sostanziali e processuali, essendo necessario che le domande giurisdizionali siano identiche nell’oggetto, che gli atti impugnati abbiano lo stesso contenuto e che vengano censurati per i medesimi motivi (T.A.R. Piemonte, sez. I – 14/7/2011 n. 781) Nel caso in esame sussistono entrambe le categorie di condizioni poiché – se sono pacifici i profili “in positivo” – per quelli “in negativo” non si ravvisa l’esistenza di interessi in conflitto o divergenti fra loro, poiché i ricorrenti perseguono l’obiettivo comune dell’annullamento degli atti della procedura di preselezione per ottenere la riammissione ai corsi di laurea. Gli esponenti in particolare non intendono fare accertare i reali vantaggi e svantaggi procurati a ciascuno di loro dagli imprevisti che si sono originati, bensì sottolineare che la situazione di confusione ed incertezza – provocata dalla modifica “in itinere” dei quesiti della prova (con conseguente alterazione nella modulazione e proporzione del test ministeriale) – ha impedito l’esplicazione del diritto allo studio costituzionalmente garantito e l’accesso al corso di laurea (cfr. ipotesi condivisa dal Collegio nell’ordinanza cautelare n. 927/2011). Le posizioni dei singoli ricorrenti, in buona sostanza, sono fra loro collimanti per quanto concerne l’interesse perseguito e le doglianze formulate, e tale condizione di uniformità consente di qualificare i ricorrenti medesimi come un’unica parte processuale, seppure soggettivamente complessa“.

T.A.R. Lombardia, Brescia, Sez. II, 16 luglio 2012, n. 1352

Avv. Santi Delia

Ricorso collettivo: un ipotesi di ammissibilitàultima modifica: 2012-07-27T10:19:00+02:00da avvsantidelia
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