DDL per l’abolizione dell’esame di abilitazione alla professione di Avvocato

images?q=tbn:ANd9GcQssfU16dMqUdU_YQcE20ww11LzkldSOPFACbdG0SiCAWVQeoUg8vmj_4sb2852 è il numero magico degli aspiranti avvocati. Raffaele Lauro il beniamino di tanti praticanti non ancora abilitati all’esercizio della professione a causa di un esame divenuto troppo difficile.

Un disegno di legge, il 2852 appunto, presentato al Senato dal Piddiellino Laura volo alla modifica “dell’articolo 33, quinto comma, della Costituzione in materia di ordini professionali” in maniera tale da eliminare la necessità dell’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Al momento l’art. 33 Cost. dispone “È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale”.

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Scheda SENATO 2852

Avv. Santi Delia

DDL per l’abolizione dell’esame di abilitazione alla professione di Avvocatoultima modifica: 2011-08-05T00:22:00+02:00da avvsantidelia
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2 Comments

  1.  Per il bene di questa professione e per garantire i diritti dei consumatori sarebbe necessario riformare profondamente il percorso formativo più che inasprire le regole per l’accesso in se, tale percorso dovrebbe garantire ai giovani professionisti una effettiva formazione professionale e manageriale che consenta questi di offrire un servizio di qualità in regime di concorrenza. 
    Tutto ciò e’ mal veduto da coloro i quali ancora oggi temono le scomode regole della concorrenza, essi infatti tutelerebbero la dignita’ ed il decoro della professione occupandosi di inasprire le regole per l’accesso delle “nuove leve” anziché impegnarsi a predisporre un percorso di profondo rinnovamento, che interessi il nucleo del sistema. 
    E’ sufficiente esaminare la recente proposta di Legge del CNF per cogliere in essa inaccettabili rigurgiti corporativi con cui gli “anziani” riversano sui “giovani” la colpa della dequalificazione professionale, così giustificando la proposta di inasprimento delle regole di accesso alla professione e di gestione dell’affare della formazione obbligatoria. Il tutto si traduce in un espediente per cui rafforzare ancora il sistema corporativo in danno ai giovani professionisti ed in spregio alla politica di liberalizzazione dei servizi legali della UE. 
    Cio’ dimostra quanto lo sforzo riformatore dell’aristocrazia forense sia inadeguato ed estraneo al moderno contesto del mercato e distante dalle esigenze dei consumatori e della “base” dell’avvocatura. Soltanto l’apertura ad un sistema concorrenziale può incentivare i professionisti alla formazione ed alla specializzazione per poter competere nel mercato dei servizi professionali. 
    Un sistema concorrenziale non consente che il potere decisionale nel procedimento disciplinare, nell’accesso e nell’affare della formazione obbligatoria sia esercitato da Consigli o Commissioni composti in maggioranza da appartenenti alle categorie rappresentate. Un sistema concorrenziale non consente ad un unico Ordine professionale di gestire in regime di monopolio una professione. 
    Garantendo una formazione selettiva unitamente alla libera iniziativa e alla libera concorrenza nella professione, attuando una vera liberalizzazione di tutto il settore sara’ possibile la sopravvivenza nel mercato soltanto dei professionisti capaci e dei servizi migliori. Il sistema verrebbe conseguentemente “svecchiato” producendo ovvie ripercussioni positive sull´economia nazionale. La logica fino ad ora perseguita ha prodotto molti professionisti incompetenti protetti dalle garanzie corporative, che galleggiano nel mercato senza avvertire la necessità di migliorarsi e promuoversi, che offrono ai consumatori un servizio pomposo, molto spesso scarso e costoso. 
    Oggi, paradossalmente, come il gatto che si morde la coda, essi “necessitano” della cosiddetta formazione coattiva imposta dall´Ordine professionale. Tale logica meriterebbe di soccombere dinanzi ai diritti fondamentali dei consumatori e dei medesimi professionisti. L’esame di stato non può essere considerato un concorso da superare per ottenere un posto di lavoro perchè nelle professioni il lavoro lo crea il professionista, vero e proprio imprenditore, direttamente responsabile nei confronti della Legge e dei consumatori. 
    Inoltre, esiste una evidente disparità di trattamento in ordine agli esami di stato per l´acceso alle diverse professioni. Si pensi alla professione di medico e di ingegnere, le cui responsabilità da imperizia non sono certamente meno gravi di quelle ascrivibili ad un avvocato, anzi. Nel loro caso, l´esame di Stato viene superato praticamente dal cento per cento dei partecipanti, essendo una prova pro forma. 
    Ciò non ha creato alcun problema per l´esercizio della professione, né ai vecchi né ai giovani professionisti, perché è la selezione naturale dei migliori che fa la differenza. Nessuno va a farsi curare da un medico che non gode di buona fama, né si fa progettare una casa da un ingegnere incapace. Non è certamente il superamento dell´esame di Stato che attribuisce capacità, conoscenza. 
    L’accesso alla professione non può essere impedito quando il percorso formativo previsto dalla Legge sia stato già compiuto con successo in tutte le sue fasi, il diritto di accedere alla professione deriva dal diritto fondamentale al lavoro. Guai a lasciare senza alcun limite e controllo nelle mani di un Ordine il destino di chi e’ fuori dalla categoria, pena l’impossibilita’ di ogni riqualificazione della professione e di un ricambio generazionale corretto e vitale. 
    Il sistema adottato fino ad ora garantisce esclusivamente la sopravvivenza di gruppi di potere, impedisce la concorrenza, contrasta con le regole della UE ed offende i diritti e le libertà fondamentali dell´uomo. Non alligna in altro Stato europeo e non è degno di sopravvivere nel nostro Paese. 
    Avv. Ugo G. Cacciatore

  2. Carissimo Ugo Cacciatore, mi complimento con il tuo articolo che sottoscrivo in pieno. Hai praticamente centrato il cuore del problema, anzi io direi della drammaticità di questo esame farsa. Se vai sul sito della corte di appello di napoli, alla voce esito degli esami, potrai vedere l’immane strage che anche quest’anno, come ormai da parecchi anni, è stata perpetrata dalla casta vecchia ed incapace ai danni di tantissimi validi giovani. Altro che liberalizzazioni, questo è un vero e proprio arroccamento, una strenua e medievale ( illecita??) difesa degli interessi della casta, non più tollerabile al giorno d’oggi. Cordiali saluti.

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