Studenti attenti alla condotta anche in gita scolastica: può costituire un fattore determinante per l’attribuzione del voto

una-gita-scolastica-mid.jpgLa gita di fine anno rappresenta per ogni studente uno dei momenti più belli dell’intero percorso scolastico; tuttavia può accadere che per le intemperanze di alcuni partecipanti quello che dovrebbe essere un ricordo unico ed indimenticabile possa macchiare in maniera indelebile il brillante cursus studiorum di altri studenti.

È quanto accaduto a due studenti di un liceo che si sono visti assegnare, nonostante il brillante curriculum scolastico, un 7 in condotta per una serie di episodi avvenuti proprio nel corso della gita scolastica. Ed infatti il consiglio di classe attribuiva “voto di 7 (sette) in condotta per pretesi comportamenti ritenuti irresponsabili e gravemente indisciplinati manifestati durante il viaggio, mentre agli altri alunni (che non avevano partecipato al suddetto viaggio di istruzione) confermava il voto assegnato nel semestre precedente.

Il verbale del consiglio di classe, unitamente alla pagella nella parte in cui attribuiva il contestato voto, venivano cosi impugnati innanzi al T.A.R. Campania dai genitori di questi 2 alunni, dal curriculum irreprensibile, i quali formulavano varie censure.

Il verbale del consiglio di classe, unitamente alla pagella nella parte in cui attribuiva il contestato voto, venivano cosi impugnati innanzi al T.A.R. Campania dai genitori di questi 2 alunni, dal curriculum irreprensibile, i quali formulavano varie censure.

Con sentenza 29 giugno 2011 n. 3480, sez. IV., Il T.A.R. Campania ha però rigettato il ricorso. I Giudici, dopo aver ricostruito la disciplina normativa, hanno disatteso una per una le censure formulate da ricorrenti evidenziando, intanto, che non sussiste alcun difetto di legittimazione del consiglio di classe nell’assegnazione del voto in condotta atteso che “la suddetta competenza appartiene a tale organo nella sua composizione ristretta ai soli docenti, senza la partecipazione allargata ai rappresentanti degli studenti e dei genitori.

E’ sufficiente a tal fine rileggere l’articolo 2, comma terzo, del decreto legge citato,[n.137/08 n.d.r.] secondo cui la votazione sul comportamento degli studenti è <<attribuita collegialmente dal consiglio di classe>> (per cui non sussiste, in materia, una competenza di un altro organo) e l’articolo 5, comma settimo, del decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297, secondo cui <<negli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, le competenze relative alla valutazione periodica e finale degli alunni spettano al consiglio di classe con la sola presenza dei docenti>> (per cui non occorre la partecipazione di altri soggetti).

Il T.A.R. prosegue poi affermando che “il voto di condotta può riguardare, ai sensi dell’art. 2, comma primo, D.L. citato, anche il comportamento assunto dagli alunni <<in relazione alla partecipazione alle attivita’ ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede>> (e, quindi, può tranquillamente trovare la propria giustificazione anche nel comportamento tenuto durante i viaggi di istruzione o in un singolo episodio, a ciò non ostando la previsione di cui al nell’art. 3, comma secondo, D.M. n. 5 del 16 gennaio 2009, riguardante i criteri di valutazione del comportamento degli studenti inferiore alla sufficienza, vale a dire inferiore a 6/10, e quindi non applicabile alla fattispecie, in cu

i il voto assegnato è superiore alla sufficienza, essendo pari a 7).

Viene, inoltre, disattesa anche doglianza con la quale si contestava la circostanza che l’assegnazione del voto fosse stata eseguita prescindendo da qualsiasi accertamento in concreto del comportamento tenuto dai singoli alunni.

A tal proposito “Il fatto che la valutazione operata dal Consiglio di Classe sia stata rivolta nei confronti di tutti gli alunni che hanno partecipato al viaggio di istruzione è del tutto irrilevante ai fini in esame, in quanto determinata dalla contingente circostanza della partecipazione al viaggio medesimo di tutti gli alunni interessati e dal comportamento assunto da costoro durante tutto tale viaggio.

Nulla esclude infatti che il voto di condotta, in base alle richiamate disposizioni normative, possa essere il frutto di una valutazione “collettiva” (riguardante cioè una molteplicità di alunni per uno o più episodi che denotino uno scarso senso del rispetto delle regole del vivere civile).

Il decisum in esame ribadisce, con articolata motivazione, l’irrilevanza di qualsiasi onere motivazionale, distinguendo il voto assegnato nelle singole materie “volto ad esprimere un giudizio didattico, ossia relativo al processo di apprendimento ([ch]e deve essere giustificato e sorretto da una motivazione riferibile all’avvenuta acquisizione delle nozioni previste dai programmi formativi), da quello in condotta che “esprime un giudizio più ampio, che investe sia la maturità personale complessiva della persona, sia la sua capacità di interazione con l’ambiente, nonché il grado di inserimento in quel sistema di valori che, sulla base della Carta Costituzionale, sono da considerarsi fondanti della società e del vivere civile (e quindi è espressione di una valutazione ampiamente discrezionale del Consiglio di Classe).  

T.A.R. Campania, Sez. IV, 9 giugno 2011, n. 3480

Avv. Rosario Cannata

 

Studenti attenti alla condotta anche in gita scolastica: può costituire un fattore determinante per l’attribuzione del votoultima modifica: 2011-07-05T19:26:00+02:00da admin
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