Specializzandi e diritto al pagamento dei compensi maturati: la Cassazione spazza via lo spauracchio della prescrizione

images?q=tbn:ANd9GcSr9-4Zeu-cli_BKLg_MaWUrhkklVMNFrj-0UJi7eW5yLORZFngewLa Corte di Cassazione, con un articolatissima sentenza, chiarisce quale è la data di inizio del decorso della prescrizione.

Sono salvi tutti coloro i quali avevano inviato una rituale richiesta di pagamento (o iniziato un’azione giudiziale) degli emolumenti per l’attività di specializzazione prestata entro il 27 ottobre 2009 (ma dopo il 27 ottobre 1999).

Gli specializzandi che hanno seguito i corsi tra gli anni 1983-1991, quindi, potranno sperare di ottenere il dovuto ristoro economico negato dallo Stato rispolverando le vecchie note di messa in mora inviate negli anni caldi della contestazione ed agendo oggi in forza dell’ormai consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione.  Ove, tuttavia, la nota di messa in mora o il giudizio fosse stato introdotto prima dell’inizio del decorso della prescrizione, e quindi prima del 27 ottobre 1999, è alla data di tali manifestazioni che dovrà aversi riguardo “posto che la reazione contro la permanenza della condotta inattuativa rende irrilevante la sua permanenza siccome giustificativa del fatto che la prescrizione non debba decorrere”.

Secondo la Suprema Corte “l’entrata in vigore della suddetta norma (art. 11, L. 19/10/1999, n. 370, n.d.r.), avvenuta il 27 ottobre 1999, [h]a determinato una situazione nella quale la condotta di inadempimento dello Stato verso i soggetti esclusi, cioè quelli dei corsi di specializzazione per gli indicati anni accademici estranei ai giudicati richiamati dalla norma, fino a quel momento determinante con efficacia permanente l’obbligo risarcitorio, ha cessato di poter essere ragionevolmente intesa come tale. Con la conseguenza che, essendo divenuto l’obbligo risarcitorio apprezzabile come un effetto della condotta di inadempimento ormai definitivo, si deve ritenere che da tale pubblicazione sia iniziato il decorso della prescrizione ordinaria decennale ai sensi dell’art. 2046 c.c. della pretesa risarcitoria, dapprima invece non iniziato perchè la condotta di inadempimento era apprezzabile come condotta permanente.

Ne discende che il diritto al risarcimento del danno da mancata adeguata remunerazione della frequenza della specializzazione degli specializzandi medici ammessi alle scuole negli anni 1983-1991 si intende prescritto solo alla condizione che i medesimi non abbiano agito giudizialmente o non abbiano compiuto atti interruttivi del corso della prescrizione decennale entro il 27 ottobre 2009“.

Non rileva, invece, la circostanza che l’inadempimento dello Stato italiano perdurò sino al 20 ottobre 2007 (in quanto secondo la Corte, “la situazione di obbligo dello Stato Italiano di adempiere alle Direttive 75/362/CEE, 75/363/CEE, 82/76/CEE dopo la scadenza del termine del 31 dicembre 1982 perdurò a livello di ordinamento comunitario e, quindi, di riflesso con riguardo all’ordinamento interno fino al 20 ottobre 2007, data di entrata in vigore della nuova Direttiva 2005/36/CE”), giacchè “non si è determinato alcun effetto sull’obbligo risarcitorio verso i soggetti versati in situazioni fattuali pregiudicate dall’inadempimento”.

Cass., Sez. III, 17 maggio 2011, n. 10813 (prima parte)

Seconda parte della sentenza

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Assai curiosa (ma non più attuale), per comprendere quanta acqua sia passata sotto i ponti, la relazione dell’Avv. Santi Delia su “lo stato dell’arte della vicenda specializzandi 1983-1991” del “lontano” 2007, in www.sims.ms

Avv. Santi Delia

Specializzandi e diritto al pagamento dei compensi maturati: la Cassazione spazza via lo spauracchio della prescrizioneultima modifica: 2011-05-23T20:32:00+02:00da avvsantidelia
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