Trasferimenti d’autorità: spetta l’indennità di missione anche ove sia stato accolto l’interpello

images?q=tbn:ANd9GcS9YupejFKtfApLa2-60kYDfkB-6CP-M0CxsLxTAYmblyTORnpXRientrano nel concetto di trasferimento d’autorità, non solo i trasferimenti d’ufficio per esigenze di servizio disposti unilateralmente dall’Amministrazione, ma tutte le ipotesi in cui il trasferimento del militare prescinda comunque dalla sua volontà ed appaia il risultato di una determinazione autoritativa propria dell’Amministrazione militare, a nulla rilevando, in questi casi, la domanda presentata dal dipendente a seguito dell’invito (interpello) diramato dalla P.A. per raccogliere eventuali specifiche preferenze verso la futura sede di assegnazione.

Il caso riguarda un trasferimento dettato dalla soppressione dell’unica unità operativa presso un Comune isolano ove il militare prestava servizio. La domanda di trasferimento veniva presentata da tutti i soggetti prima facenti parte di tale unità operativa, non spontaneamente, ma su “richiesta” del Comando regionale, al fine di valutare la possibilità di soddisfacimento delle loro esigenze in ordine al (comunque previsto) trasferimento.

La decisione. In tali casi “è palese, allora, che il fine perseguito è quello dell’Amministrazione militare di provvedere alla sollecita e completa revisione organizzativa del Comando Regionale Sicilia; il fatto che il ricorrente abbia aderito all’interpello, sottoscrivendo l’istanza in cui manifestava la propria preferenza, non è idoneo a modificare la natura del provvedimento disposto nei suoi confronti, che è nella sostanza un trasferimento di autorità”.

“Si è ritenuto, pertanto, che la domanda con cui il militare esprime la disponibilità all’assegnazione ad una sede di servizio possa non essere incompatibile con la natura di “trasferimento d’autorità”, allorchè la domanda medesima sia “sollecitata” dall’Amministrazione e non risponda ad un’iniziativa del dipendente, riconoscendo conseguentemente in tali casi il diritto a percepire l’indennità di trasferimento di cui alla stessa legge n. 100 del 10 marzo 1987 (Consiglio di Stato, sez. VI, 27 dicembre 2007, n. 6664). Tali, principi, d’altra parte, sono stati ribaditi dal TAR Sicilia – Sezione Catania – con varie sentenze del 2008 (nn.1300, 1278, 1292, ecc.) e ancora di recente dal T.A.R. Lazio (cfr. Roma, sez. II, 02 marzo 2010, n. 3267), secondo cui rientrano nel concetto di trasferimento d’autorità, non solo i trasferimenti d’ufficio per esigenze di servizio disposti unilateralmente dall’Amministrazione, ma tutte le ipotesi in cui il trasferimento del militare prescinda comunque dalla sua volontà ed appaia il risultato di una determinazione autoritativa propria dell’Amministrazione militare, a nulla rilevando, in questi casi, la domanda presentata dal dipendente a seguito dell’invito (interpello) diramato dalla P.A. per raccogliere eventuali specifiche preferenze verso la futura sede di assegnazione (Idem, T.A.R. Lazio Roma, sez. I, 11 settembre 2009, n. 8568)“.

T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. III, 12 maggio 2011, n. 1197

Avv. Santi Delia

Trasferimenti d’autorità: spetta l’indennità di missione anche ove sia stato accolto l’interpelloultima modifica: 2011-05-13T17:01:47+02:00da avvsantidelia
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