25/08/2011

Concorso per l'ammissione al corso di laurea in Medicina presso l'Ateneo di Messina: il T.A.R. Catania trasmette gli atti alla Procura della Repubblica

images?q=tbn:ANd9GcSf4qCnRJaus_Pos9Ds8ZDQHo5yYgd6MSlKYau7slkuLgw1gbewFgI ricorrenti avevano denunciato la violazione dell'anonimato, della segretezza della prova e, in generale, della lex specialis di concorso. I candidati erano stati identificati sin dall'ingresso  da parte della Commissione non solo sulla base delle loro generalità ma anche abbinandovi il codice segreto di correzione, che doveva essere noto solo dopo che tale attività sarebbe stata svolta dal CINECA.

I plichi, inoltre, erano stati consegnati in ordine alfabetico ai candidati tanto all'ingresso quanto all'uscita.

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Corsi di laurea a numero chiuso: i posti rimasti liberi originariamente riservati agli extracomunitari vanno assegnati ai ricorrenti

images?q=tbn:ANd9GcQlbTNZLCc4iQHPMmOUlwKJXWeCi4nT9A8hXaI0GatT93nGEcfrAASecondo il T.A.R. Catania, "a conferma dell’orientamento già espresso in sede cautelare - la piena utilizzabilità dei posti predeterminati (anche in termini di fabbisogno sociale) sia più aderente ai principi costituzionali enunciati negli articoli 33 e 34 della Costituzione e ai canoni di logica e ragionevolezza dell'operato della pubblica amministrazione (cfr. in tal senso Cons. Stato, sez. VI, 10 settembre 2009, n. 5434 che privilegia la tesi volta ad assicurare lo scorrimento degli studenti comunitari, utilmente collocati in graduatoria, nei posti assegnati agli studenti extracomunitari restati non utilizzati, poiché “…la garanzia del diritto allo studio sancita dall'art. 34, primo comma della Costituzione si qualifica come diritto della persona e non soffre limitazioni in relazione al grado di istruzione”)".

"A maggior ragione tali principi vanno applicati in tutti i casi di evidenti disponibilità dei posti predeterminati, anche in applicazione dell’art. 11 del bando di concorso che prevede espressamente lo scorrimento della graduatoria nell’ipotesi in cui “non tutti i posti vengano ricoperti”.

I posti vanno quindi assegnati ai ricorrenti meglio collocati in graduatoria sino all'esaurimento dei posti disponibili giacchè questi non hanno "prestato acquiescenza alla determinazione universitaria impugnata".

Per usare le parole del T.A.R. "il ricorso è quindi fondato limitatamente all’assorbente terzo motivo di censura, relativo al mancato scorrimento della graduatoria per tutti i posti disponibili, sia quelli resi vacanti dal passaggio di altri studenti ad anni successivi al primo, sia quelli contemplati nella riserva ai cittadini extracomunitari non residenti in Italia e non utilizzati in favore di questi; per l’effetto, va annullato il bando impugnato se interpretato nel senso di non consentire lo scorrimento della graduatoria attraverso l’utilizzazione di tutti i posti resi disponibili con conseguente obbligo dell'Amministrazione di assegnare, ai concorrenti che non abbiano prestato acquiescenza alla determinazione universitaria impugnata, e secondo l'ordine di graduatoria, tutti i posti resisi disponibili per l'immatricolazione al primo anno del corso di Laurea in Medicina e Chirurgia a seguito della selezione indetta con il bando indicato in epigrafe".

Ma a quali posizioni giurisprudenziali fa riferimento il T.A.R.?

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14/08/2011

Le novità del percoso di studi in Medicina

images?q=tbn:ANd9GcS7asLvx1IbgQXm_t1rxOTImV85mpNY0m-ODvLbBy6lLT716WT9Rafforzare la qualità della formazione specialistica post laurea, accrescere la partecipazione degli specializzandi all’attività professionale con esperienze sul campo, rendere più compatto il percorso complessivo, evitare tempi morti tra una fase e l’altra ed incentivare la partecipazione dei giovani medici al dottorato di ricerca.

  1. Riduzione degli anni della scuola di specialità
  2. Possibilità di svolgere il dottorato durante la specializzazione
  3. Tirocinio valutativo compreso nei 6 anni di laurea

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04/08/2011

Diritto allo studio e accesso al sapere: il numerus clausus

images?q=tbn:ANd9GcS9NtcDZVDe2z95jy9hOurzg8xoPwwNJUCNkchTo7dfnj6qmWHjS. DELIA, Diritto allo studio e accesso al sapere: il numerus clausus

(Nota a T.A.R. Lazio-Roma, Sez. III bis, 19 luglio 2011, nn. 6443 e 6445)

 1. Premesse. - 2. I peccati originali del numerus clausus. - 3. I quesiti somministrati. - 4. L'istruttoria sulle potenzialità della sede universitaria resistente anche con riguardo all'ambito comunitario. - 5. I posti vacanti inizialmente riservati agli studenti extracomunitari. - 6. L’attività della commissione che prepara i quesiti. - 7. Conclusioni.

In www.giustamm.it, agosto 2011

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22/07/2011

Ammissione al corso di laurea in Medicina: illegittimo il mancato aumento del 10% dei posti richiesto dal MIUR

images?q=tbn:ANd9GcQlbTNZLCc4iQHPMmOUlwKJXWeCi4nT9A8hXaI0GatT93nGEcfrAAPer il terzo anno di fila il MIUR ha confessato di aver sbagliato le stime del contingente. Di nuovo, a graduatorie affisse e nomi degli esclusi per pochi posti alle porte, si prende atto della sempre più evidente penuria di personale sanitario che (piano sanitario alla mano) darà vita a criticità già dal 2014 e si chiede agli Atenei di aumentare la propria offerta formativa di un massimo del 10%.

Non tutti gli Atenei, nei vari anni, tuttavia, risposero all'invito. E ciò, secondo la giurisprudenza, in maniera illegittima.

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29/06/2011

Corsi di Laurea a numero chiuso: pubblicati i Decreti Ministeriali che attribuiscono i posti agli Atenei

images?q=tbn:ANd9GcTnqYk-U7SRNHauaX_E_8P-XGahexfdXfbvGOMhb4vQ03Vc2ZOrSono stati pubblicati in data 27 giugno 2011 i Decreti Ministeriali di "Definizione posti disponibili per ammissioni" ai corsi di laurea in Odontoiatria, Veterinaria e Architettura.

Per Odontoiatria, in particolare, il D.M. evidenzia come vi sia "un fabbisogno di professionalità a livello nazionale inferiore alla potenzialità formativa del sistema universitario e avuto riguardo, comunque, alla normativa europea che prevede la libera circolazione dei professionisti", ragion per cui, anche in ragione del fatto che si è determinato di "garantire un equilibrato rapporto tra studenti, docenti e poltrone attrezzate", sono stati banditi soli 860 posti (71 in più rispetto all'anno passato). Appare, in verità, risibile l'aumento dei posti ove confrontato con l'intero fabbisogno comunitario.

Diminuiscono, invece, i posti disponibili per Architettura (da 9.265 a 8.760) e per Veterinaria (da 1006 a 958).

Attesissimo, a questo punto, il D.M. riguardante Medicina.

D.M. 27 giugno 2011 (Odontoiatria)

D.M. 27 giugno 2011 (Veterinaria)

D.M. 27 giugno 2011 (Architetto)

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Avv. Santi Delia

29/05/2011

C.G.E.: gli Stati membri non possono riservare ai loro cittadini l'accesso alla professione notarile

images?q=tbn:ANd9GcSuK_wgJ0jYoJbMUeM_kIhWKOdtUdqVsUjJ2hpnl0vmPXpm0V_wYALa Commissione ha proposto taluni ricorsi per inadempimento nei confronti di sei Stati membri (Belgio, Germania, Grecia, Francia, Lussemburgo e Austria) in quanto essi riservano ai loro cittadini l'accesso alla professione notarile, circostanza che costituisce, a suo avviso, una discriminazione fondata sulla cittadinanza vietata dal Trattato CE.
La principale questione sollevata è se le attività rientranti nella professione notarile partecipino o meno all'esercizio dei pubblici poteri ai sensi del Trattato CE. Questo prevede infatti che siano escluse dall'applicazione delle disposizioni relative alla libertà di stabilimento le attività che partecipano, sia pure occasionalmente, all'esercizio dei pubblici poteri

Orbene, gli Stati membri coinvolti, pur ammettendo che il notaio presta generalmente i propri servizi nel loro territorio nell'ambito di una professione liberale, affermano che egli è un pubblico ufficiale che partecipa all'esercizio dei pubblici poteri e la cui attività è esclusa dalla disciplina sulla libertà di stabilimento.

Secondo la Corte, invece, "benché le attività notarili, come definite attualmente negli Stati membri interessati, perseguano obiettivi d’interesse generale, esse non partecipano all'esercizio dei pubblici poteri ai sensi del Trattato CE".

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25/04/2011

L'annuncio del Ministro: ecco i nuovi correttivi al numero chiuso

images?q=tbn:ANd9GcTrVLOBgoSTLx8l77N5vtQUP_DOXCoY-pbSENKhk5pd2w7KUqrJVQIn risposta ad un question time dell'On.le Pepe sull'attuale sistema di accesso a taluni corsi universitari, il Ministro Gelmini ha dichiarato di aver "chiesto al tavolo tecnico di valutare con urgenza la fattibilità, a partire da quest'anno, di graduatorie che comprendano, di norma su base regionale, almeno due o tre sedi per dare più opportunità ai giovani e quindi per accorciare il loro percorso universitario e l'ingresso nel mondo del lavoro". Questo perché spesso, ha spiegato il ministro al question time alla Camera, «chi concorre viene escluso su una sede, ma con lo stesso punteggio sarebbe potuto entrare in un altro ateneo».

Qualche mese fa, annotando le prime norme sulla c.d. riforma "Gelmini", avevamo notato come "se il fulcro dell’intero progetto di revisione e della stessa delega contenuta nella Legge n. 240/2010 è la valorizzazione del merito, ben pochi margini di dubbio sembrano residuare per non preferire il modello della graduatoria unica nazionale con il quale, appunto, è il valore assoluto del merito” ad essere premiato. Sembrano potersi superare, inoltre, i dubbi legati alla concreta applicabilità di tale modello con riguardo ai differenti livelli reddituali degli aspiranti che, almeno in astratto, dovrebbero trovare una qualche perequazione grazie al “fondo per il merito”. È proprio attraverso tale nuovo sistema di aiuti che si mira “a promuovere l’eccellenza e il merito fra gli studenti dei corsi di laurea e laurea magistrale individuati, per gli iscritti al primo anno per la prima volta, mediante prove nazionali standard e, per gli iscritti agli anni successivi, mediante criteri nazionali standard di valutazione”. Tutto fa pensare, dunque, che il nuovo assetto trovi nella graduatoria unica uno dei suoi cardini più significativi".

La strada, in effetti, è proprio quella che avevamo teorizzato ma, come ormai troppo spesso avviene da qualche tempo, senza fondi da spendere per l'istruzione (e quindi senza gli ammortizzatori del fondo per il merito) si è giocoforza dovuta limitare la possibilità di scelta della sede rimanendo nell'angusto ambito regionale.

Per carità che una proposta di tal guisa offra migliori prospettive rispetto all'attuale sistema ove si può concorrere su una sola sede è sin troppo ovvio notarlo; che permanga la discrasia su cui più volte ci è soffermati è indiscutibile.

I numeri del corrente anno accademico, dimostrano come esistano casi di obiettiva e poco contestabile discriminazione tra i vari candidati a seconda della sede prescelta. A Milano Statale, senza scorrimenti applicati e, dunque, in sede di prima stesura della graduatoria, l’ultimo punteggio utile ai fini dell’ammissione era di 48,75. All’Università del Molise, al 75° e ultimo degli ammessi, bastarono 38,25, punti gli stessi del candidato collocato alla posizione 1050 del citato Ateneo di Milano Statale ove i posti a concorso erano 340.

Insomma, merito si ma a piccole dosi.

Clicca qui per leggere il saggio pubblicato sul Foro Amministrativo e su Giustamm sulle prospettive di riforma di cui alla L.n. 240/2010.

Avv. Santi Delia

 

16/04/2011

Scorrimento di graduatoria e posti vacanti: devono essere assegnati a chi li chiede innanzi al T.A.R.

images?q=tbn:ANd9GcRBZtJOqVNn2uHe900uA_hIdtjDNgsKXZMnoG3mSqP0R16MfbJeUgIl T.A.R. Catania, in sede di ottemperanza cautelare, afferma l'importante principio secondo cui, ove vi siano dei posti resisi vacanti in graduatoria, in caso di mancata attivazione degli scorrimenti da parte dell'Amministrazione, questi vanno assegnati esclusivamente ai soggetti che abbiano proposto ricorso.

IL CASO. Come ogni anno, da ormai un decennio, nessun cinese sbarca in uno degli Atenei isolani per studiare Medicina. I non pochi ed ambitissimi posti rimangono liberi e diversi soggetti comunitari chiedono al T.A.R. Catania che gli vengano attribuiti.

I giudici catanesi, in virtù di un ormai sempre più solido orientamentol giurisprudenziale, "considerato che appare ad un primo esame fondato il motivo di ricorso attinente al mancato utilizzo dei posti riservati agli studenti stranieri", accoglieva domanda cautelare e ordinava "all’Università resistente di valutare la possibilità di immatricolare la ricorrente se ed in quanto si trovi in posizione utile all’accesso ai predetti posti, tenuto conto della posizione rivestita in graduatoria".

LA DECISIONE. "Rilevato che l’esecuzione dell’ordinanza comporta l’immatricolazione con riserva in favore dei soli concorrenti che abbiano proposto ricorso giurisdizionale e che abbiano beneficiato della misura cautelare favorevole, secondo il rispettivo ordine di graduatoria, che dovrà essere verificato dall’Università resistente".

T.A.R. Catania, Sez. I, 14 gennaio 2011, n. 41

T.A.R. Catania, Sez. I, 15 aprile 2011, n. 508

Clicca qui per leggere l'articolo correlato.

Avv. Santi Delia

13/04/2011

Diritto allo studio e c.d. riforma "Gelmini"

GIU9520791N.gifAbstract. L’autore ripercorre i presupposti normativi dell’attuale sistema di accesso ad alcuni corsi di laurea universitari secondo il dettato della legge numero 264 del 1999. Lo stato dell’arte dell’accesso al sapere è rappresentato tenendo a mente la prospettiva di cui alla delega contenuta nell’art. 5, comma 1, lett. a), della legge c.d. Gelmini (n. 240/2010).

In seguito l’analisi si concentra sugli spunti forniti dalla sentenza numero 4 del 2011 del T.A.R. del Lazio e sui diversi temi nella stessa trattati: dalla graduatoria unica nazionale, cui sembra tendere la nuova riforma in cantiere al fine di garantire la prevalenza assoluta del merito nella selezione, all’istruttoria svolta dai singoli Atenei e dal M.I.U.R. per l’individuazione del numero dei posti disponibili per le immatricolazioni annuali, sino alla peculiare ipotesi di annullamento postumo di alcuni dei quesiti somministrati ai candidati.

English abstract The author retraces norms and premises of the actual system to join some degree courses due to the law number 264 (1999). Nowadays the access to university agrees to the proxy in the section 5, paragraph 1-a, of the law so called “Gelmini” (number 240 - 2010).

Subsequently the analysis focuses on cues provided by the decision number 4 (T.A.R. Lazio - 2011) and also focuses on themes treated in it like: the unique national ranking (the new reform seems to be relying on this in order to guarantee the prevalence of the merit regarding the selection), the inquiry developed by each university, the M.I.U.R. to seek out the availability for the annual matriculation and the peculiar hypothesis of a post-revocation of some tasks given to the candidates.

S. Delia, "Diritto allo studio e accesso al sapere: lo stato dell’arte e gli obiettivi fissati, de jure condendo, dalla c.d. riforma “Gelmini” (glosse e riflessioni alla sentenza T.A.R. Lazio Roma, Sez. III bis, 4 gennaio 2011, n. 8)", in Foro Amm., T.A.R., Anno IX, Fasc., 12-2010 e in www.giustamm.it.