08/04/2012

Il condono edilizio non può essere rilasciato per una destinazione d’uso diversa da quella richiesta

condono-edilizio-2012.jpgI condoni edilizi costituiscono procedimenti di carattere eccezionale, utilizzati dal legislatore in un determinato momento storico per favorire l’interesse alla regolamentazione del diffuso abusivismo edilizio (Cons. St., Sez. V, 8 marzo 2010), trovando anche giustificazione “con l’esigenza di far cassa, [prestandosi però n.d.r.] ad un annacquamento delle regole repressive” (Alessio Liberati, Edilizia ed Urbanistica, parte II, cap. VII, Cedam, 2011).

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24/03/2012

Sussiste l’obbligo dell’Amministrazione a pronunciarsi sull’istanza di attribuzione di destinazione urbanistica.

Aree-I_PRGvigente_REDcross_50.jpgCom’è noto i vincoli preordinati all’esproprio hanno una durata limitata nel tempo, individuata dal legislatore in 5 anni. Se alla scadenza di questo termine non interviene la dichiarazione di pubblica utilità o il vincolo non viene reiterato, evenienza quest’ultima di strettissima applicazione, l’Amministrazione ha l’obbligo di individuare una nuova destinazione urbanistica all’area, frattanto inquadrata come “zona bianca”.

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11/12/2011

Applicazioni dell’azione dichiarativa e di condanna pubblicistica in materia edilizia

4628316677_9560f2d936.jpgL’entrata in vigore del D.lgs. n. 104/2010 ha dato una spinta ulteriore a quel processo di trasformazione del giudizio amministrativo da giudizio sull’atto a giudizio sul rapporto. Com’è noto alla tradizionale azione demolitoria, incapace di prestare una tutela effettiva per le posizioni giuridiche di interesse legittimo pretensivo, si sono affiancate azioni volte ad accordare al privato forme di tutela sempre piè rafforzate, anche in ossequio al principio di effettività della tutela di stampo comunitario che ha ormai trovato pieno ingresso anche nel nostro ordinamento.

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03/10/2011

Lottizzazione abusiva: il provvedimento di sospensione deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio del procedimento

images?q=tbn:ANd9GcRgRnLvcmeZTsIlC3ZWosqaKVped1PrVDnOIXrKKVe4Evjtx93zOALa controversia in esame concerne la legittimità del provvedimento con cui il Comune ha ordinato la sospensione di una serie di attività ritenute lottizzazione abusiva di terreni agricoli e il divieto di disposizione dei suoli. Si tratta di un provvedimento indirizzato a diversi destinatari "ove sono evidenziati differenti elementi (“… dal frazionamento agli atti di vendita, dalla realizzazione di taluni fabbricati alla realizzazione delle opere di urbanizzazione…”) che, secondo l'organo comunale, costituirebbero indici dell'ipotizzata lottizzazione abusiva".

Come fare ad individuare "la destinazione a scopo edificatorio" di tali atti messi in campo da una moltitudine di soggetti? E' rilevante conoscere il contributo partecipativo del cittadino?

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Autorizzazione ad installare un impianto fotovoltaico: si al rito del silenzio se l'Amministrazione non si pronuncia

images?q=tbn:ANd9GcTs-HRhTL4U1xwWQNzo2mWjdXjr9xokAHAuIspA9rJuXTMq2ddGSecondo la I Sezione del T.A.R. Catania, il termine di conclusuione del procedimento di autorizzazione per impianti fotovoltaici di cui all'art. 12 D.Lgs. 387/03, decorrente dalla data di presentazione della relativa domanda, "ha natura perentoria, con la conseguenza che al suo inutile decorso l’interessato può proporre il ricorso avverso il silenzio di cui all’art. 117 c.p.a. (T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez II, 19 marzo 2010, n. 3253 e 25 settembre 2009 n. 1539; T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 14 ottobre 2008, n. 1819)".

Tale conclusione è, peraltro, avvalorata da "quanto affermato nelle sentenze della Corte Costituzionale n.124 e n. 168 del 2010, con le quali la Corte ha affermato che le Regioni, nel disciplinare gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, "sono tenute al rispetto dei principi fondamentali dettati dal legislatore statale" e, in particolare, il principio fissato dall'art. 12, comma 4, del D.L.vo n. 387/2003, il quale stabilisce "il termine massimo per il rilascio dell'autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio degli impianti".

Il silenzio serbato dall'Amministrazione resistente è, pertanto, illegittimo e deve esser annullato e, per l'effetto, deve essere dichiarato l'obbligo della stessa di adottare un provvedimento esplicito sull'istanza presentata dalla ricorrente.

T.A.R. Sicilia, Catania, Sez. I, 29 settembre 2011, n. 2373

Avv. Santi Delia

10/09/2011

Zone bianche e silenzio della P.A.: l'impercettibile discrimen tra vincoli conformativi ed espropriativi nella giurisprudenza del T.A.R. Catania

images?q=tbn:ANd9GcSVjzvQorcPZeS-G1WORp2qeYohWlt15ZVjHDYuICSlZYHESbfoN2gxWn8nLa ricorrente è proprietaria di un immobile che il PRG approvato nel 1969 destinava in parte a “sede stradale” ed in parte a “verde pubblico”. Ritenendo decaduti per decorso del termine i predetti vincoli a contenuto espropriativo, la ricorrente ha formulato al Comune istanza per ottenere una nuova destinazione urbanistica, suggerendo la classificazione come zona B in analogia con le circostanti aree.

Poiché tale domanda non è stata riscontrata dal Comune, la ricorrente ha proposto il ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. per ottenere: a) la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento; b) la condanna del Comune ad esitare l’istanza con provvedimento formale; c) l’accoglimento della proposta di zonizzazione concretamente formulata; d) la nomina di un Commissario ad acta per il caso di perdurante inerzia; e) la condanna del Comune a risarcire i danni da ritardata conclusione del procedimento, ex art. 2 bis L. 241/90.

Il T.A.R. esamina approfonditamente tutte le domande giungendo a conclusioni assai interessanti.

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31/08/2011

Processo amministrativo: contegno processuale della parte e conseguenze sul piano probatorio.

images?q=tbn:ANd9GcRgyUQis7powCY5L9CWMlxFVe2FSEPUETSIKRhLlr3eAa0TDz_HL'art. 64, comma 4, c.p.a. prevede che "Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento e può desumere argomenti di prova dal comportamento tenuto dalle parti nel corso del processo". Questo istituto ha trovato una recentissima applicazione del caso oggetto di questa sentenza del T.A.R. di Reggio Calabria.

La fattispecie: alcuni cittadini diffidavano, a mezzo rituale attoextragiudiziale, l'Amministrazione comunale ad intervenire per la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione primaria, mancanti nella zona di loro residenza. Stante il silenzio serbato sulla loro istanza, proponevano ricorso ex artt. 31 e 117 c.p.a., al Tribunale Amministrativo reggino, innanzi al quale l'Amministrazione, non solo non si costituiva in giudizio, ma neppure rispondeva alla richiesta di documentati chiarimenti avanzata dal Collegio. Da qui, ai fini del decidere, le importanti conclusioni del Giudice: "Quanto alla situazione di fatto, nella mancata esecuzione dell’ordinanza istruttoria da parte del Comune, oltre tutto non costituito in giudizio, trovano conferma ad avviso del collegio, le affermazioni dei ricorrenti, ai sensi dell’art. 64, comma 4, cod. proc. amm.".

T.A.R. Calabria-Reggio Calabria, 11 agosto 2011, n. 652

Avv. Nazareno Pergolizzi

 

 

07/07/2011

Zone bianche: l'Amministrazione deve rispondere alle istanze del cittadino

images?q=tbn:ANd9GcSUK2Tpuz1c7Vwxa71f3rEkI5IjFQk9tZHQ_Rkl-rtrRaXP8i3pG6n5WBIVoQIl T.A.R. Catania dichiara l'obbligo dell'Amministrazione di pronunciarsi sulla richiesta degli interessati qualificati i quali chiedevano di sapere come, una volta decaduto il termine previsto per l'edificazione in zona espropriata e, quindi, il vincolo, sarà destinata quella determinata zona.

Secondo i Giudici di Via Milano, divenuta zona bianca, l'Amministrazione deve rispondere alle domande degli interessati a "conoscere la sorte urbarnistica del proprio terreno al fine di poter effettuare le scelte più consone ai propri diritti e interessi di iniziativa economica", anche nel caso in cui la richiesta non sia meritevole di accoglimento.

T.A.R. Sicilia, Catania, 5 luglio 2011, n. 661 

Manuela Sanchez Dorado

26/06/2011

No alla demolizione di (piccole) opere abusive

8214.jpgLe opere edilizie abusivamente realizzate erano le più classiche della villetta estiva isolana in riva al mare cui nessun Italiano vorrebbe rinunciare.

L'ordinanza di demolizione citava la "tettoia in lignea a doppia falda a copertura di un patio e muretti di cinta al patio medesimo", nonché l'angolo lavabo ed i "sedili in muratura“ e, come è ovvio, nessuna preventiva autorizzazione.

E' legittima l'ordinanza comunale che ne ordina la demolizione? Non secondo il T.A.R.

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22/06/2011

Il T.A.R. Campania dice “stop” agli interventi edilizi che vanno contro uno sviluppo del territorio ordinato e razionale

tirone.jpgLa sentenza proposta sarà sicuramente apprezzata da tutti coloro che si battono per una edificazione del territorio ordinata e che tenga conto degli standard minimi di sicurezza e di qualità della vita.

Il Collegio napoletano ha, difatti, ribadito un concetto troppo spesso “trascurato” dalle Amministrazioni nel momento in cui si apprestano a rilasciare una concessione edlizia in una zona già fortemente urbanizzata,  non servita da un sistema infrastrutturale adeguato e non dotata dei primari servizi pubblici.

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