Accompagnatori turisti: via libera alle iscrizioni all’Albo

E’ il solito vecchio paradosso burocratico. Nulla di nuovo. O per lo meno, qualcosa di singolare in questa vicenda esiste. Si parla di Assessorati e di professionisti qualificati; di corsi finanziati dalla Regione che non rilasciano titoli validi.

La notizia ha dell’incredibile, ma la realtà, si sà, supera la fantasia.

Il tutto comincia circa una ventina di anni fa, quando l’Assessorato al Lavoro avvia corsi finanziati dalla Regione (alias con soldi pubblici) per dare la possibilità a giovani aspiranti lavoratori di ottenere una qualifica che agevoli il loro inserimento nel mondo del lavoro.

Si tratta di corsi per cui è previsto anche una diaria giornaliera e alla fine dei quali, attraverso il superamento di un esame finale, si ottiene un titolo che attesta la qualifica professionale.

O per lo meno così lo è stato per tutti, ma non per chi ha avuto, all’epoca, la nefasta idea di seguire i corsi per accompagnatore turistico.

Eh già, perché per migliaia di aspiranti operatori del settore terziario, la qualifica faticosamente ottenuta ha rischiato di essere totalmente vanificata a causa di una “svista” dell’Amministrazione di turno.

Nel 2004, infatti, con l’avvento della (in)tempestiva normativa (soprattutto se si pensa che il Legislatore Nazionale aveva delegato le Regioni a legiferare sulla materia già a partire dagli anni 80) è stato previsto che per esercitare la professione di accompagnatore turistico è necessaria l’iscrizione ad un albo istituito presso l’Assessorato al Turismo.

Cosa serve per l’iscrizione? E’ facile: seguire un corso e sostenere un esame, ovvero essere in possesso di un precedente valido titolo.

Ed ecco che allora tutti i “corsisti” in possesso della famosa “qualifica professionale di accompagnatore turistico” si sono adoperati con solerte impegno a recuperare, magari in soffitta o in cassetti impolverati, quel famigerato “pezzo di carta” preso anni prima e si sono recati speranzosi alle porte del magnanimo Assessorato.

Ma non hanno trovato porte aperte ad attenderli. Le carovane di turisti affamati di salubri istinti “accademici” circa le bellezze della nostra terra, devono fare a meno dei nostri amici accompagnatori qualificati.

E si, perché il loro titolo, praticamente non serve a nulla. Carta straccia. Il corso frequentato e la qualifica ottenuta è stato solo tempo buttato via.

L’Assessorato con un “coup de theatre” ha calato il sipario sulla questione: i “qualificati” non possono iscriversi all’albo perché il loro titolo non è titolo professionale!

Numerosi aspiranti accompagnatori, tuttavia, non ci stanno e agiscono innanzi al T.A.R. affidandosi agli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il T.A.R. Palermo con la sentenza 1284/2015 ha riconosciuto il diritto di chi è in possesso di un titolo professionale, rilasciato a fronte di un corso finanziato dalla regione, ad essere iscritto all’albo degli accompagnatori turistici.

Non c’è stato spazio per dubbi o perplessità. Il dispositivo parla chiaro: “la regula iuris contenuta nell’art. 4 cit. è particolarmente ampia e che pertanto i corsi di formazione professionale finanziati dalla stessa Regione siciliana ex L.r. n. 24/1976, non possono – anche per ragioni di palese coerenza del sistema normativo ed amministrativo regionale – non ritenersi validi anche ai fini dell’iscrizione all’Albo regionale degli accompagnatori turistici”.

Oggi quindi, la professione comincia ad avere una disciplina più cristallina e gli operatori di un settore importate come quello del turismo, possono far fruttare quanto era stato loro ingiustamente negato.

Dott. Giovanni Valenti

Accompagnatori turisti: via libera alle iscrizioni all’Alboultima modifica: 2015-06-05T20:36:05+00:00da avvsantidelia
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento